Alcuni giorni fa leggevo un articolo sulla “Nuova Sardegna” a proposito delle previsioni della stagione turistica nella nostra isola. Nemmeno a dirlo, non sono buone. Colpa della politica, colpa della crisi e colpa degli stessi proprietari delle strutture ricettive che non fanno abbastanza per promuoversi.
Soprattutto per quanto riguarda l’ultimo punto c’era il parere di un’esperta del noto portale di prenotazioni turistiche Trivago, cosa che rafforza ancora di più la mia idea in merito alla questione.

Il fatto che le strutture ricettive qui in Sardegna non facciano abbastanza per promuoversi è semplicemente un eufemismo. Ormai il 90% del mercato turistico “viaggia” online e come minimo ogni azienda che abbia a che fare col turismo deve avere ALMENO un sito web fatto come Dio comanda, ovvero che sia semplice da usare, che sia aggiornato e fornisca le informazioni utili per i visitatori, che abbia un aspetto professionale, che mostri tante belle immagini della struttura e del paesaggio circostante. Dulcis in fundo, che sia ben posizionato sui motori di ricerca.

Come web designer, fotografo e consulente io sono anni che predico queste cose ma purtroppo a parte una minoranza di imprenditori “pionieri”, fino ad oggi non ho visto grossi miglioramenti, quindi lo dirò molto schiettamente: escludendo le grandi catene alberghiere, i siti web delle strutture più piccole, ovvero quelli che avrebbero bisogno come l’aria di più visibilità, invece FANNO SCHIFO. Senza mezzi termini. Molto spesso sono progettati a livello amatoriale sia dal punto di vista grafico sia dal lato dell’esperienza utente, presentano tante volte immagini orribili e altrettanto spesso non danno le informazioni basilari che il visitatore chiede. Un esempio su tutti: mancano i prezzi delle camere, degli optional e le condizioni generali di soggiorno. Proprio mentre scrivo mi è arrivata una mail dalla famosa community di viaggio Tripadvisor. Oggetto: “Consiglio del mese: aggiungete più foto. Fatevi notare!”. Appunto.

Inutile dire che con questo scenario non si va da nessuna parte. Servono investimenti, questo è vero, ma più che altro serve un cambio di mentalità, la volontà di superare questo momento difficile. Qui invece non c’è volontà. Si aspetta che sempre che siano gli altri – il governo regionale, la buona sorte, il Padreterno – a portare i turisti in Sardegna. Senza promuoversi, senza farsi notare, senza muovere un dito. Oppure raffazzonando qua e là senza alcuna strategia. Non è così che funziona. Non più. Prima i turisti venivano a prescindere perchè la Sardegna è uno dei posti più belli del mondo. Ora, con meno soldi che girano, spesso si orientano su altre zone magari meno appetibili ma che hanno adottato strategie commerciali migliori delle nostre.

Com’era il detto? Aiutati che Dio ti aiuta? Bene, è arrivato il momento di aiutarsi, altrimenti è una guerra persa in partenza. Non importa se il governo regionale è fermo, se gli aerei sono cari, se le navi lo sono ancora di più. Dobbiamo essere noi sardi ad invogliare la gente a venire in Sardegna. Abbiamo le risorse necessarie, ci manca solo la volontà e l’unità di intenti. Diamoci una svegliata. Davvero.